Ansia e attacchi di panico

Il Disturbo da Attacchi di Panico (DAP) è uno dei disturbi d’ansia più diffusi (apa, 2013). Per comprendere cosa sono gli attacchi
di panico è necessario iniziare con la spiegazione della differenza delle due emozioni che ne sono alla base: la paura
e l’ansia. La paura rappresenta il nucleo centrale di tutti i disturbi d’ansia, in quanto è una risposta automatica di allarme che
si presenta quando si è in pericolo. La paura ha svolto e continua a svolgere una funzione adattiva per la sopravvivenza
umana e, per questo motivo, sarebbe difficile trovare qualcuno che non abbia mai sperimentato paura in una situazione di pericolo o minaccia. La paura allerta e prepara l’organismo a rispondere alle potenziali insidie che può incontrare normalmente nella vita. Due esponenti di spicco nel campo, infatti, definiscono la paura come “un primitivo stato di allarme automatico
neurofisiologico che coinvolge la valutazione cognitiva di un’imminente minaccia o pericolo alla sicurezza di un individuo” (Clark & Beck, 2010). Chi non sperimenta paura si espone a più pericoli e corre maggiori rischi. Di conseguenza, non è possibile né auspicabile eliminarla del tutto. L’ansia è un complesso sistema di risposta – a livello di pensieri, emozioni, sensazioni fisiche e comportamenti – all’imminente minaccia o pericolo. L’ansia viene attivata quando gli eventi o le circostanze di cui ci preoccupiamo vengono considerati altamente pericolosi, perché percepiti come improvvisi, imprevedibili, incontrollabili o comunque potenzialmente minacciosi. Per semplificare: la paura è la valutazione immediata del pericolo e l’ansia è lo stato emotivo spiacevole che avvertiamo quando la paura è attivata o quando pensiamo a minacce o pericoli futuri.
Facciamo ora un esempio pratico della distinzione tra paura e ansia. Una persona che ha un estremo timore dei cani
sarà ipervigile circa la possibilità di incontrarli e sperimenterà un continuo stato di allerta, ad esempio ogni volta che uscirà di casa. Si sentirà nervosa e apprensiva al solo pensiero di dover attraversare un giardino o una strada in cui potrebbe incontrare uno o più cani. Avrà, dunque, pensieri del tipo: “Sicuramente incontrerò un cane”, “E se mi dovesse aggredire?”, “Aiuto, è pericoloso”, “Starò male e non saprò cosa fare…”. Questa è l’ansia. Quando la persona attraverserà un giardino o una strada e vedrà effettivamente un cane che le si avvicinerà di corsa senza guinzaglio, immediatamente sperimenterà la paura, che è la percezione di un imminente pericolo, quindi penserà: “Sta correndo verso di me! Mi sta abbaiando! Ora mi aggredisce! Devo scappare!”. Questi pensieri le provocheranno, dunque, forti emozioni di paura, con reazioni sul fisico, ad esempio tachicardia, respiro corto, sudorazione, tremori e avrà, di conseguenza, un comportamento di fuga, perché scapperà.

 

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